La pole dance (letteralmente "ballo del palo") è sbarcata a Sanremo, sul palcoscenico del Festival (16 febbraio), con le ballerine professioniste Sara Brilli, Valeria Parsi, Tamara Tassi del Vertical Dolls Studio di Roma ed Elisa Maria Di Chello della FIPD (Federazione Italiana Pole Dance la cui presidente è Simona Nocco).
Questo ballo si è sviluppato partendo da una forma di spettacolo erotico, combinato con lo striptease e con la lap dance, nel quale le qualità ginniche non erano il punto focale. A partire dagli anni ottanta, tuttavia, si è evoluto anche come forma di spettacolo acrobatico (ad esempio nel Cirque du Soleil), richiedendo coordinazione, resistenza, forza muscolare e flessibilità,e un pizzico di sensualità, ed ha avuto una certa diffusione come forma di esercizio di fitness e come “una forma di esercizio innovativa, divertente ed artistica”. Tra gli obiettivi trasformare la Pole dance in disciplina olimpica sdoganandola completamente dal legame con lo spettacolo erotico.


Il Ministero della Cultura, tramite la Direzione generale Spettacolo, ha assegnato i contributi destinati ai Progetti Speciali dell’ambito Danza per l’anno 2026 per un totale complessivo di 350 mila euro, a conclusione dell’istruttoria relativa alle 66 istanze presentate da organismi operanti su tutto il territorio nazionale.