Danza contemporanea in scena con FUORI PROGRAMMA. Roma, 21 giugno/ 10 luglio

Con 5 anteprime, 5 prime assolute e 2 prime italiane, dal 21 giugno al 10 luglio, torna Fuori Programma, il festival internazionale di danza contemporanea della Capitale giunto alla sua XI edizione. Prodotto dal Centro Nazionale di Produzione della Danza Orbita | Spellbound con la direzione artistica di Valentina Marini, oltre 20 giorni fra spettacoli, prove aperte, incontri e laboratori tra gli spazi del Teatro India, Palazzo Farnese e Teatro Biblioteca Quarticciolo. Una programmazione densa e articolata che presenta più spettacoli al giorno, a partire dal tramonto, per una vera immersione nei più avanzati territori coreografici.

Nell’anno del Mediterraneo, il Festival vuole celebrare il corpo come materia magmatica che agita la terra. Un corpo fragile e, al tempo stesso, resistente, che danza sul crinale delle oscillazioni del presente, tra tensione e possibilità liberatorie. Una linfa sensibile che si fonde agli spazi che attraversa, inondandoli di travolgente vitalità.

Il festival inizia il 21 giugno con la residenza artistica di Vittorio Pagani, nell'ambito del programma “Artisti in Orbita”, sostenuto di MIC e Regione Lazio, con prova aperta del progetto Records - per la prima volta nella Storia il 30 Giugno al Teatro Biblioteca Quarticciolo.

Il 28 giugno torna al Teatro India l'appuntamento Primi Tempi, co-programmato con Dominio Pubblico, con la presentazione di tre progetti in formato studio di giovani artisti: Alice D'Urso (Ingresso libero), Emilia Quiñones (Lupo di mare) e Francesco Paolino (Muga).

Il 2 luglio a Palazzo Farnese va in scena la Prima Assoluta di Veduta_Atlante Mediterraneo, una versione speciale del progetto di indagine immersiva del paesaggio, nato nel 2016 e adattabile a qualsiasi orizzonte urbano, firmato dal Leone d’Argento Michele Di Stefano e dal pluripremiato gruppo mk, che per l’occasione incontra i performer di Spellbound Contemporary Ballet e Ilyes Triki, già collaboratore di Orbita |Spellbound in precedenti progetti di gemellaggio culturale. Tra danza, cinema, musica e land-art, una performance fruita in cuffia dal pubblico affacciato da un punto panoramico della città. Veduta_Atlante Mediterraneo è un progetto di mk e il Centro Nazionale di Produzione della Danza Orbita|Spellbound che segna un ulteriore sviluppo di un progetto che ha riscosso un grandissimo successo nella versione VEDUTA>Roma che, nelle ultime tre edizioni del festival, ha consentito al pubblico di Fuori Programma di attraversare luoghi d'eccezione e guardare alla città con occhi reincantati. La performance – che interpreta il paesaggio come luogo dinamico di stratificazioni culturali ed equivoci antropologici – sarà fruibile in tre momenti diversi al tramonto, in uno dei luoghi più belli di Roma, grazie al partenariato con Institut français Italia e Ambasciata di Francia in Italia e la collaborazione con l'Accademia di Ungheria.

Tre spettacoli diversi segnano invece la programmazione del 4 luglio al Teatro India. Si parte al tramonto con la Prima Assoluta di Between the lines del coreografo e danzatore franco-tunisino Ilyes Triki, un duetto che esplora le cicatrici invisibili delle nostre vite moderne, in cui l’eccesso di informazioni ipnotizza le menti, soffoca i corpi e indebolisce il legame fondamentale tra corpo, mente e anima. Si prosegue poi con la Prima Italiana di Soul(s) power di Hamdi Dridi, la cui estetica e pratica coreografica trasformano il palcoscenico in un universo vivace fatto di musica e danze urbane, segnate da quella fisicità gioiosa, suo marchio di fabbrica. La serata si chiude con un’altra Prima Italiana, quella di Le Piquet, un solo di David Zagari che, evocando l’immaginario di un astronauta bloccato sulla superficie di un pianeta arido, indaga la relazione fra la forza di gravità e il corpo.

Sono ben quattro i progetti che il Festival presenta al pubblico il 5 luglio, sempre al Teatro India, a partire dall’anteprima di Triple Trip di Roberto Tedesco con, in scena, i danzatori di Spellbound Contemporary Ballet. Triple Trip è parte del programma di ospitalità coreografiche di Spellbound che questo anno si rivolge ad un giovane, ma talentuoso, autore come Tedesco che tratteggia un triplice viaggio, come se lo spazio custodisse più tempi nello stesso istante. Le azioni sono indipendenti e inconsapevoli le une delle altre, fino a quando i vari piani si intrecciano, dando vita a uno spaziotempo unico che contempla in sé ogni possibilità. Subito dopo è la volta di Waterkind, un duetto firmato da Land Before Time, ovvero il progetto che unisce i coreografi Joanna Holewa Chrona e Yared Tilahun Cederlund. Ispirata ai movimenti dell'acqua, ai suoi flussi, alle sue correnti e alle sue forme mutevoli, la performance – che unisce coreografia, deejaying e freestyle – si concentra sull'interazione e la connessione tra due corpi senza contatto fisico diretto. Ancora un’anteprima, subito a seguire: si tratta di Ghostland, nuovo lavoro del coreografo e cofondatore di Spellbound Mauro Astolfi, un artista che spesso ribalta significanti e prospettive. In questo caso il “fantasma non viene da altrove: è il corpo perfettamente integrato, efficiente, produttivo”; e la “terra dei fantasmi” è quella in cui “restare visibili può significare diventare invisibili a sé stessi, mentre chi tenta di emergere incrina l’equilibrio, mette a nudo la fragilità del sistema” come sottolinea lo stesso Astolfi, che definisce la sua Ghostland come “Un territorio abitato da corpi reali che rischiano di diventare ombre”.

A chiudere la programmazione del 5 luglio, This is a premiere, coreografia che vede per la prima volta insieme Cristiana Morganti & Emanuele Soavi. La prima, protagonista di lunga data del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch, da molti anni ormai coreografa indipendente; il secondo, influenzato da William Forsythe e Jiří Kylián, che da quattordici anni dirige la sua compagnia Emanuele Soavi incompany a Colonia. Il lavoro è una riflessione genuina e divertente sul coraggio, la paura e la sopravvivenza artistica.

Il 6 luglio appuntamento imperdibile al Teatro India con due lavori storici di un’artista che non ha bisogno di molte presentazioni, la coreografa francese Leone d’Oro alla Biennale Danza Maguy Marin che porta in scena alcuni danzatori della MM Contemporary Dance Company. Si inizia con Duo d’Eden, un pezzo di rara bellezza poetica creato nel 1986, in cui le figure archetipiche di Adamo ed Eva sono immersi in un percorso di sensualità, eros, difesa, attacco, in un mondo non così tranquillo, sicuro e idilliaco. La seconda coreografia di Maguy Marin è invece Grosse Fugue, personalissima rilettura della musica di Ludwig van Beethoven, ormai considerata una pietra miliare del rapporto tra musica classica e danza contemporanea. Dopo i due lavori di repertorio di Maguy Marin, il Teatro India ospita la Prima Assoluta di Shadow di Alessandra Cristiani, una performance ispirata al nikutai, quel paesaggio interiore rianimato e ricercato dalle figure più enigmatiche e poetiche della danza Butō.

Ad aprire le danze, è il caso di dire, il 7 luglio al Teatro India sarà invece la Prima Assoluta di Playwork del coreografo e danzatore Thomas Bradley con la formazione PLAYWORK-GROUP, uno studio sui sistemi coreografici e sul loro funzionamento attraverso l’interazione di quattro performer. La parte centrale della serata è affidata invece a due pezzi che la coreografa Sita Ostheimer firma per la MiR Dance Company: il primo, Hasard è una coreografia che interseca corpo, luce e suono in un dialogo intenso, trasportando il pubblico non solo nell’universo di Maurice Ravel ma soprattutto in un’esperienza sospesa tra energia travolgente e profondità emotiva. Ravel ritorna con il suo celebre Boléro incarnato, nel pezzo seguente, dalla MiR Dance Company in un vortice di ritmo e tensione che cattura i sensi fin dal primo battito e guida i danzatori in un crescendo inarrestabile, fino all’esaurimento, dove emergono fragilità, cadute e la forza di rialzarsi.

Il programma del 7 luglio si chiude con il ritorno di gruppo nanou che dopo il successo di redrum — Premio Ubu 2024 come Miglior Spettacolo di Danza – presenta adesso goldroom, secondo capitolo di Overlook Hotel, un ciclo di lavori che indaga la relazione tra corpo, immagine e memoria attraverso installazioni coreografiche, autonome e interconnesse, in cui convivono riprese in diretta e materiali registrati, immagini video, allucinazioni, presenze disturbanti. Lo spettacolo, presentato in collaborazione con A.T.C.L., sarà in replica il giorno seguente. Oltre alla replica di goldroom di gruppo nanou, l’8 luglio al Teatro India il festival accoglie ancora una volta Michele Di Stefano con l’anteprima di Smoking Rooms, uno spettacolo che riproduce l’atmosfera sospesa di luoghi nei quali i corpi vengono convocati per una prossimità̀ forzata: una sala d’attesa, l’anticamera di un ufficio, il dietro le quinte di un teatro. Uno spazio sospeso e liminale che rimanda a un’altrove in cui avviene l’azione principale, evocata dal suono e dal continuo via vai dei performer tra dentro e fuori, un luogo di stallo che svela fragilità intrinseca in ogni piccola collettività temporanea.

Tre sono i progetti che danno forma alla programmazione del 9 luglio, sempre al Teatro India. Il primo è il debutto di Altredirezioni, un lavoro firmato da una delle voci più originali e incisive della danza contemporanea italiana, la coreografa Loredana Parrella, direttrice artistica di Twain Physical Dance Theatre. Il lavoro è un vero e proprio manifesto fisico che celebra i vent’anni di ricerca coreografica attraverso la rilettura tre duetti iconici della compagnia. Il secondo è Ad Libitum dell’artista francese Simon Le Borgne, un'opera coreografica e musicale densa di emozioni crude e primitive. Infine, in collaborazione con A.T.C.L., l’anteprima del nuovo lavoro di Nicola Galli, dall’evocativo titolo Diluvio. In un tempo segnato da profonde fratture e dalla fragilità dei legami sociali, la performance, ispirata al romanzo Il signore delle mosche di William Golding, indaga il naufragio quale condizione del presente, attraversando ciò che resta delle macerie del mondo e invitando a ripensare collettivamente il nostro vivere. Si replica il giorno seguente.

L’ultimo giorno di Fuori Programma 2026, il 10 luglio al Teatro India, si apre con un’esclusiva per Fuori Programma: Tactile appointment - exclusive immersion in Indian Ocean, un progetto radicale e un manifesto artistico nato dall’incontro tra YoY Performing Arts, IVONA e Michele Ifigenia/Tyche, che – in un mondo dominato da distanze e polarizzazioni – celebra, con un chiaro significato politico, il potenziale trasformativo della collaborazione e la ricchezza della contaminazione. Prima della replica del lavoro di Nicola Galli, invece, sarà la volta di Gush is Great, coreografia dell’inedito collettivo Production Xx che riunisce sei tra gli artisti e artiste emergenti più in vista della danza contemporanea. In un'atmosfera cruda e poetica, con un paesaggio sonoro che oscilla tra pop inglese, romanticismo francese, rumori di insetti e caos, Gush is Great è una ribellione contro le assurdità del mondo odierno.

Il programma dell’XI edizione del festival Fuori Programma si completa con alcuni progetti differenti: le Esplorazioni Urbane il 22 e 23 Giugno a cura di Associazione CentroCelle; il workshop a cura di Teatro e critica dal titolo Lo sguardo performativo; il laboratorio Audizione Forget Diplomacy condotto il 4 e 5 Luglio al Teatro India dalla coreografa Irene Russolillo e rivolto a performer; l'installazione multimediale e interattiva Eco realizzata da studenti e studentesse dell'Accademia delle Belle Arti di Roma, visitabile liberamente dal 4 al 10 luglio al Teatro India.

 

Fuori Programma 2026 è un progetto di ORBITA|Spellbound Centro Nazionale di Produzione della Danza, con il contributo di Ministero della Cultura, Regione Lazio e Residenze artistiche. Il progetto, promosso da Roma Capitale - Assessorato alla Cultura è vincitore dell'Avviso Pubblico “Roma Creativa 365. Cultura tutto l'anno” in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. Il festival è inoltre realizzato in collaborazione con ATCL, Teatro di Roma–Teatro Nazionale, Teatro Biblioteca Quarticciolo, Palazzo Farnese. Forte presenza di firme coreografiche francesi grazie al supporto della Fondazione Nuovi Mecenati - Fondazione franco-italiana di sostegno alla creazione contemporanea e del Programma International de Diffusion Artistique (PIDA)/Institut Francais. Primi Tempi è in co-programmazione con Dominio Pubblico.

Protagonisti di questa edizione: Michele Di Stefano e Lorenzo Bianchi Hoesch/mk, Ilyes Triki, Hamdi Dridi, David Zagari, Roberto Tedesco, Yared Tilahun Cederlund e Joanna Holewa Chrona, Mauro Astolfi/Spellbound Contemporary Ballet, Cristiana Morganti & Emanuele Soavi, Maguy Marin/MM Contemporary Dance Company, Alessandra Cristiani, Thomas Bradley, Sita Ostheimer, gruppo nanou, Loredana Parrella/Twain Physical Dance Theatre, Simon Le Borgne, Nicola Galli, YoY Performing Arts, IVONA, Michele Ifigenia/Tyche 

Info e prenotazioni Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. +39 329 550 8072 (lun - ven 11/16) www.fuoriprogramma.com/ www.instagram.com/fuoriprogrammafestival www.facebook.com/fuoriprogrammafestival/

Credit foto 

Foto 2- (David Zagari_Le Piquet_©Anouk_Maupu)

Foto 3- (Sita Ostheimer MIR dance company_Hasard&Bolero)

Foto 4- (Nicola Galli_Diluvio_ph_Marco_Parollo)


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